domenica 18 marzo 2012

Al Castello Visconteo di PAVIA -La Pittura Italiana del XIX secolo dal Neoclassicismo al Simbolismo

Fino al 9 Aprile 2012

Il Castello Visconteo di Pavia presenta al pubblico italiano la grande mostra dedicata alla Pittura italiana del XIX secolo, già ospitata presso il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo (gallery), che propone una selezione di circa 70 opere provenienti dai Musei Civici di Pavia e dalle maggiori collezioni pubbliche e private italiane.

La grande rivalutazione della pittura italiana dell’Ottocento nelle sue diverse declinazioni tematiche e stilistiche ha determinato la volontà di mostrare al pubblico opere che, per esempi eccellenti, testimoniassero la ricchezza e varietà sia delle formule artistiche, sia dei generi, sia delle iconografie.

In mostra si possono ammirare opere di Appiani, Hayez, Piccio, Faruffini, Fattori, Lega, Signorini, De Nittis, Boldini, Zandomeneghi, Morbelli, Segantini, Previati, Pellizza da Volpedo e molti altri.

Attraverso il percorso nella pittura del primo Neoclassicismo, passando per le varie sfaccettature del Romanticismo storico e del Realismo e il confronto tra le diverse declinazioni della pittura di paesaggio espresse dalle scuole regionali - dai lombardi ai macchiaioli ai pittori meridionali - sino ad arrivare al Divisionismo e Simbolismo di fine secolo, è possibile raccontare la storia civile, la società, la cultura, le idee e i luoghi di una nazione che si è via via aggregata, mantenendo tuttavia peculiarità formali e contenutistiche.

http://www.museicivici.pavia.it/ottocento/


Francesco Hayez - Accusa segreta


Francesco Hayez - Venere che scherza con due colombe


Mosé Bianchi - Ritorno della pesca a Venezia


Luigi Nono - Figura Femminile


Federico Zandomeneghi - Riflessione


Giovanni Segantini - Paesaggio sul Maloja


Giovanni Boldini - Ritratto di Giuseppe Verdi


Giovanni Boldini - Giochi col Levriero


Angelo Inganni - Veduta di Piazza Duomo e del coperto dei Figini


Domenico Induno - Pittrice

venerdì 20 gennaio 2012

KOUGELHOPF ou KOUGLOF dolce Alsaziano

In questi giorni freddi, accendere il forno ci riscalda un pò. Sarà la crisi e per risparmiare, il nostro amministratore ci mantiene la caldaia bassa!!


Ingredienti:
- 500 gr farina
- 200 gr burro
- 100 gr zucchero
- 3 uova
- 10 gr sale fine
- 70 gr latte
- 35 gr lievito di birra
- 200 gr uva sultanina
- 100 gr mandorle intere non pelate
-
Preparazione:

Fare un piccolo lievito con 125 gr di farina e il lievito sciolto nel latte tiepido. Lasciare lievitare coperto in luogo tiepido.

Aggiungere la farina restante, le uova, il sale ed il burro ammorbidito.

Lavorare molto bene finche la pasta non si stacchi dalla terrina e dalle mani (si può fare anche con il robot). Incorporare lo zucchero, lavorare ancora ed infine aggiungere l’uvetta rinvenuta in acqua tiepida e asciugata. (Quando si aggiunge della frutta secca in un dolce per non farla ricadere durante la cottura, basta infarinarla leggermente).

Disporre le mandorle nel fondo della teglia imburrata, versare l’impasto e fare lievitare di nuovo.

Cuocere a forno medio 150° circa 1 ora. Lasciare raffreddare e spolverare a piacere di zucchero a velo.

venerdì 13 gennaio 2012

Bernardo BELLOTTO il Canaletto delle corti europee


Conegliano, Palazzo Sarcinelli fino al 15 aprile 2012




Una mostra come un viaggio attraverso l'Europa
Attraverso un'accurata selezione di splendidi dipinti di Bellotto, Canaletto,
Carlevarijs e Marieschi, la mostra rappresenta il momento culminante del
vedutismo veneziano, il fenomeno artistico più innovativo e caratterizzante
dell'arte europea del XVIII secolo.
Ripercorrendo la carriera artistica di Bernardo Bellotto che, dopo l'apprendistato veneziano nella bottega dello zio, il famosissimo Antonio Canal detto Canalettto, viaggiò a lungo, prima in Italia, poi all'estero al servizio delle maggiori corti europee (Dresda, Vienna, Monaco, Varsavia), sarà possibile rivivere nelle sale di Palazzo Sarcinelli l'esperienza del Grand Tour che consentiva ai nobili europei di conoscere e apprezzare l'arte e la vita delle grandi capitali europee.
Grazie ai prestiti internazionali di importanti istituzioni museali, sarà possibile ammirare a Conegliano una serie di spettacolari vedute di città europee caratterizzate, oltre che dalle grandi dimensioni, da una eccezionale finitezza nei dettagli architettonici, dalla luce cristallina e dalla smagliante tavolozza cromatica. La capacità di Bellotto di ritrarre magistralmente gli aspetti delle città soffermandosi sui particolari più curiosi della vita quotidiana della nobiltà e della gente del popolo, permetterà al visitatore di immedesimarsi nell'esperienza delle corti europee, venendo a contatto visivo con i personaggi, i modi di vestire e le abitudini del tempo.

Una questione di famiglia
Bernardo Bellotto, nato a Venezia il 20 febbraio 1722, cominciò a lavorare all'età di 14 anni nella bottega dello zio Antonio Canal detto Canaletto, fratello di sua madre.
Dotato di grande talento, nel giro di pochi anni si impadronì dei segreti del
mestiere rendendo molto difficile la distinzione delle proprie vedute di Venezia da quelle dello zio. Allontanato dalla bottega, Bellotto assunse il soprannome di "Canaletto".
A generare una notevole confusione si aggiunse il fratello, di nome Pietro, che, dopo essersi trasferito in Francia, cominciò a firmare le opere come "Bellotti di Canaletti". La situazione si fece talmente critica che il vero Canaletto, per contrastare i ricorrenti mormorii che lo indicavano come un impostore, fu costretto a pubblicare un annuncio sul "Daily Advertiser" in cui si invitavano gli amatori dell'arte a recarsi nel suo atelier per vederlo dipingere una veduta di Londra e rendersi conto, per la qualità del dipinto, che proprio lui era il vero Canaletto.

Il fotoreporter del setteceneto
L'ultima tappa dei viaggi europei di Bellotto fu Varsavia dove il re Stanislao
Augusto, amante dell'arte, lo nominò pittore di Corte con un ricco stipendio,
commissionandogli una numerosa serie di vedute, destinate a decorare le sale del castello reale.
Le vedute del periodo polacco, raffiguranti le piazze, le vie, i parchi e i sobborghi della capitale, sono caratterizzate da grande fedeltà e accuratezza, sia
nella descrizione degli edifici, ripresi fin nei minimi dettagli, sia nella
rappresentazione degli episodi della vita che si svolgeva nelle strade e nei palazzi.
Per questo motivo i dipinti di Bellotto furono di grande utilità agli architetti incaricati della ricostruzione dei quartieri storici di Varsavia dopo le gravissime distruzioni del tessuto urbano causate dalla seconda guerra mondiale.

http://www.bellottoconegliano.it/orari-e-biglietti.html

sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale - Bon Noël


Un augurio di cuore di Buon Natale e
Felice Anno Nuovo
Souhaits sincères de Joyeux Noël et
Heureuse Nouvelle Année

mercoledì 16 novembre 2011

Cake alla zucca, nocciole e uvette


Questa ricetta l’ho trovata su uno dei miei blog preferiti “Le journal Gourmand de Sacha”. Ha sempre ricette ottime e foto molto belle.
http://lejournalgourmanddesacha.blogspot.com/
Mi sono permessa di realizzarla (con qualche piccola modifica) per potere condividerla con voi.

Ingredienti:
- 400/500 gr zucca già cotta al forno o al vapore ridotta in purea
- 150 gr zucchero
- 1 pizzico di sale
- 3 uova
- 200 gr farina
- 100 gr nocciole in polvere
- 1 busta lievito chimico
- 100 gr uvette bionde macerate con rhum e acqua tiepida
- qualche goccia di vaniglia

Preparazione:
Lavorare bene le uova, lo zucchero e il pizzico di sale
Aggiungere il “purée” di zucca, la farina e il lievito.
Mescolare bene, aggiungere le nocciole in polvere e l’uvetta.

Cuocere in una teglia da plum-cake imburrata e foderata di carta da forno per 40/50 minuti, forno preriscaldato a 180° o ventilato a 160°.Controllare la cottura con un ago che deve risultare asciutto.

lunedì 26 settembre 2011

Triangles à la feta


Une recette de Femme Actuelle agréable et vite faite pour un apéro ou le soir avec une belle salade.

- 250 gr de feta
- 75 gr de parmesa rapé
- 1 oeuf
- feuilles de brick
- beurre
- 3 brins de persil haché
- 2 brins de mente
- poivre du moulin

Préchauffer le four à 150°C. Dans un bol, écraser la feta à la fourchette. Ajouter le parmesan, l'oeuf, le persil et les feuilles de menthe hachées. Poivrer.

Séparer les feuilles de brick, les plier en lanières de 25 cm x 6 et badigeonner de beurre fondu.

Déposer 1 cuillèrée du mélange au fromage à une extrémité de la bande de pate, Plier un coin en formant un triangle. Replier la bande sur elle-meme.

Disposer sur un papier cuisson, badigeonner de beurre fondu et faire cuire 15 mn au four, jusqu'à ce que les triangles dorent.

giovedì 22 settembre 2011

Artemisia Gentileschi a Palazzo Reale Milano

Milano Palazzo Reale dal 22 Settembre 2011 al 29 Gennaio 2012
http://www.mostrartemisia.it/
Vi consiglio anche il libro "La passione di Artemisia" di Susan Vreeland che narra dell'incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell'arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell'amore e dell'esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l'onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l'umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.


«Giuditta e la fantesca Abra con la testa di Oloferne»

Artemisia, pennellate di passione

Le opere della Gentileschi: 40 tele e documenti inediti ripercorrono la storia dell’eroina del Seicento.
Sono appassionati i gesti, i chiaroscuri, i visi ispirati delle sue Maddalene e quelli concentrati delle Giuditte. Ogni particolare delle tele di Artemisia Gentileschi (Roma 1593, Napoli 1653) trasuda passione. Sarà stato quel suo guardare al Caravaggio con intensità tutta femminile, ma non poco deve aver pesato la sua storia personale: la violenza, le fughe, il padre e i fratelli, il marito e l’amante, la morte del figlio. Tanto di tutto, in un contesto, il Seicento, in cui le donne difficilmente riuscivano a far sentire la propria voce. Artemisia invece non ha paura di «urlare» la verità e accetta di sottoporsi a un processo crudele pur di dimostrare che Agostino Tassi aveva abusato di lei. È così che, trecento anni dopo, diventa una delle icone del movimento femminista. Ma se da un lato le vicende umane hanno reso famoso il personaggio, dall’altro hanno oscurato l’artista. La mostra «Storia di una passione», 40 tele e documenti inediti dal 21 settembre a Palazzo Reale, si propone di superare questo sdoppiamento. Non è un caso, quindi, se il percorso si snoda lungo quattro sezioni, quelle che furono le fasi fondamentali della vita della pittrice.

martedì 20 settembre 2011

Castel THUN Val di NON

Dopo una piccola parentesi!!! vi propongo alcuni scatti fatti durante una gita al Castel THUN nel Trentino. Mancava il sole, ma è stato bellissimo lo stesso.

Emblema degli antichi fasti di una delle più potenti e ricche casate trentine, quella dei Tono, Castel Thun domina ancor oggi, incontrastato per bellezza e importanza, su tutte le altre residenze castellane della Val di Non. Riflesso del plurisecolare dominio della nobile famiglia sulla valle, testimone di periodi di gloria come di decadenza, il castello sorge su un’altura poco distante dall’abitato di Vigo di Ton.

Dopo un lungo periodo di restauro, Castel Thun è stato aperto al pubblico nell'aprile del 2010. Il maniero è ora uno dei complessi museali più importanti dell'intero arco alpino, sede periferica del famoso Castello del Buonconsiglio di Trento.

Per ulteriori dettagli:
http://www.castelthun.org/




















domenica 24 aprile 2011

Auguri di Buona Pasqua-Joyeuses fêtes de Pâques

Un augurio di cuore di Felice Pasqua a tutti.

lunedì 11 aprile 2011

GRASSE-Un nouveau musée Fragonard


Jeune fille délivrant un oiseau


Grasse, qui est ma seconde ville d'adoption en France, s'est enrichie d'un nouveau musée qui présente la collection privée de la famille COSTA, qui a fondé la fabrique de parfums Fragonard au début du siècle dernier. Un musée dédié à trois peintres grassois, dans un lieu d'exception au cœur de la vieille ville de Grasse, en Provence Considérée comme la capitale mondiale du parfum, Grasse est située dans la région Provence-Alpes-Côte d’Azur.
La vieille ville, avec ses maisons élevées de quatre ou cinq étages, ses rues étroites et tortueuses que relient de fortes rampes ou même des escaliers, forme un ensemble pittoresque. Au cœur de la cité provençale, le musée Fragonard qui a ouvert ses portes le 10 mars 2011, rend hommage à l’un des plus célèbres peintres du XVIIIe siècle, Jean-Honoré Fragonard.
À côté de peintures et de dessins du maître, sont présentées des œuvres de deux artistes de la génération suivante, également nés à Grasse. Le musée Fragonard organise des expositions temporaires d’art ancien, en lien tant avec les collections du musée et la région qu’il célèbre, mais aussi des expositions d’art contemporain, afin de tisser des passerelles entre l’art ancien et la création contemporaine et ainsi permettre au musée d’être un lieu vivant. Le musée Fragonard est abrité dans un lieu d’exception Ce nouveau musée grassois, est installé dans l’hôtel de Villeneuve, qui est acquis en 2007 par la Parfumerie Fragonard. Bâtiment et jardin ont été restaurés dans l’esprit des grandes demeures du XVIIIe siècle et l’hôtel de Villeneuve a retrouvé son faste d’antan.


Le sacrifice de la rose


Le musée Fragonard présente une quinzaine d’œuvres de Jean-Honoré Fragonard et plus de quarante tableaux de Marguerite Gérard et Jean-Baptiste Mallet. La collection des œuvres de Jean-Honoré Fragonard, installée dans les salles sont très différentes les unes des autres et représentatives de sa production. C’est l’une des collections de Fragonard les plus importantes de France, après celle du musée du Louvre, et l’ensemble d’œuvres de Marguerite Gérard et de Mallet est le plus conséquent jamais réuni. Certaines de ces œuvres n’ont jamais été exposées au grand public.


Présentation de Marguerite Gérard


Marguerite Gérard (Grasse, 1761- Paris,1837) connaît un destin intimement lié à celui de Jean-Honoré Fragonard. Sœur cadette de l’épouse du maître, elle devient l’élève favorite de Jean-Honoré avec lequel elle réalise de nombreuses œuvres de collaboration.


La bonne nouvelle


Appréciée tant pour son charme personnel que pour la qualité de sa peinture, Marguerite Gérard ne tarde pas à acquérir son autonomie et trouve de réels admirateurs qui collectionnent ses œuvres. Elle peint de nombreuses scènes familiales où se retrouvent amis, jeunes femmes et enfants, et pour lesquelles elle se plait au rendu des moindres détails.


Présentation de Jean-Baptiste Mallet


Jean-Baptiste Mallet (Grasse, 1759- Paris, 1835) est célèbre pour ses scènes de genre, le plus souvent exécutées à l’aquarelle ou à la gouache. Ses œuvres, généralement de petit format, permettent une bonne connaissance de la vie quotidienne sous Louis XVI, le Directoire puis l’Empire. Les détails sont pré¬cis, les intérieurs reflètent le goût de l’époque, les vêtements s’accordent à la mode. Mallet situe certaines compositions dans un décor antique pour passer, à une ambiance gothique ou Renaissance. Ses thèmes de prédilection sont le miroir d’une société bourgeoise. Informations pratiques


• Musée Fragonard - Collection Hélène et Jean-François Costa


• Hôtel de Villeneuve - 14, rue Jean Ossola - 06130 Grasse


• T. +33 (0)4 93 36 02 07


• Ouvert tous les jours de 10h à 18h. Visite et entrée libre
Source : Colette Weinstein

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