martedì 13 ottobre 2009

IL KIWANO


Il kiwano (Cucmis metuliferus) e' un frutto originario del Sud-Africa ed attualmente coltivato soprattutto in Nuova Zelanda e, in parte minore, anche in Francia ed in Italia. Assomiglia ad un fico d'India delle dimensioni, pero', di un melone: la buccia e' di colore verde quando e' ancora acerbo, fino a diventare giallo-arancione nel pieno della maturazione; presenta sulla superficie numerose protuberanze dure che lo rendono particolarmente decorativo. La polpa e' gelatinosa, verde brillante e cosparsa di piccoli semi commestibili; il gusto, tipicamente agrodolce ed aromatico, ricorda quello della banana e del limone insieme.
E' presente sul mercato da aprile a maggio e da agosto a dicembre, e nell'acquistarlo occorre fare attenzione che abbia una colorazione giallo-arancio: cio' significa che e' maturo al punto giusto per essere consumato; si conserva a temperatura ambiente anche per alcuni mesi. In cucina si consuma al naturale, tagliato a spicchi e mangiato con un cucchiaino; e' ottimo nelle macedonie (tagliata la calotta e vuotato della polpa, il frutto si presta a diventare una originalissima coppa da riempirsi con frutta o gelato) e nei sorbetti, o come antipasto insieme ai frutti di mare; per la bella colorazione verde che da' la sua polpa, viene anche molto utilizzato nella realizzazione di cocktails.

Per quanto riguarda le proprieta' nutrizionali, il kiwano e' ricchissimo di vitamina C (ne contiene quattro volte di piu' degli agrumi); ha pertanto un forte potere antiossidante rafforzando notevolmente le difese immunitarie. Contiene anche una notevole quantita' di calcio e potassio (aiutando cosi' il sistema cardiovascolare e riequilibrando la presenza dei liquidi nell'organismo). Ha un basso valore energetico: 100 g. di prodotto forniscono appena 34 kcalorie.

VENTAGLI - CAPITOLO VI

XX° secolo
Ventaglio Francese del periodo Liberty in piume di struzzo e stecche in corno biondo firmato "Duvelleroy". Sulla stecca madre sono presenti iniziali in oro con diamanti sormontate da una corona in oro e smalti.
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- Chiuso e rivolto in basso: "VENITE VICINO A ME"
- Aperto e nasconde gli occhi: "VI AMO"
- Chiuso e appoggiato all'orecchio sinistro: "NON RIVELATE IL NOSTRO SEGRETO"
- Tenuto chiuso nella mano destra: "ADIEU, ARRIVEDERCI".

lunedì 12 ottobre 2009

Edward HOPPER al Palazzo Reale di Milano

EDWARD HOPPER - Mostra dal 14 Ottobre 2009 al 24 gennaio 2010
Il più popolare e noto artista americano del XX secolo e il maggior esponente del Realismo statunitense, pittore che più di ogni altro ha saputo rappresentare la vita quotidiana e la solitudine dell’uomo moderno. Una grande mostra antologica, senza precedenti in Italia, racconta Edward Hopper con oltre 160 opere.

Nato nel 1882 e cresciuto a Nyack una piccola cittadina nello Stato di New York, Edward Hopper studia per un breve periodo illustrazione e poi pittura alla New York School of Art con i leggendari maestri William Merritt Chase e Robert Henri. Si reca in Europa tre volte (dal 1906 al 1907, nel 1909 e nel 1910) e soprattutto le esperienze parigine lasciano in lui un segno indelebile, alimentando quel sentimento francofilo che non lo avrebbe mai abbandonato, anche dopo essersi stabilito definitivamente a New York, dal 1913.Alto un metro e novanta, nonostante la forte presenza fisica, era famoso per la sua reticenza, scriveva o parlava pochissimo del suo lavoro. Scomparso all’età di ottantaquattro anni, la sua arte gode della stima della critica e del pubblico nel corso di tutta la carriera, nonostante il successo dei nuovi movimenti d’avanguardia, dal Surrealismo all’Espressionismo astratto, alla Pop art. Nel 1948 la rivista “Look” lo nomina uno dei migliori pittori americani; nel 1950 il Whitney Museum organizza un’importante retrospettiva su di lui e nel 1956 il “Time” gli dedica la copertina. Nel 1967, l’anno della sua morte, rappresenta gli Stati Uniti alla prestigiosa Bienal di São Paulo.Da allora, l’opera di Hopper è stata celebrata in diverse mostre e ha ispirato innumerevoli pittori, poeti e registi. Eloquente il tributo del grande John Updike che in un saggio del 1995, definisce i suoi quadri “calmi, silenti, stoici, luminosi, classici”.

venerdì 9 ottobre 2009

MATLEY, ospite quasi fisso

Su richiesta di un anonimo, non del tutto anonimo, ecco qualche foto del mio ospite preferito.





mercoledì 7 ottobre 2009

Società dei Concerti-Serie SMERALDO

Oggi il primo concerto della stagione 2009/2010 della Società dei Concerti al Conservatorio Giuseppe Verdi con la SINFONIEORCHESTER WUPPERTAL, Direttore Toshiyuki KAMIOKA e pianista Finghin COLLINS.
In programma:
- L. Van Beethoven Concerto n.5 "Imperatore"
- L. Van Beethoven Sinfonia n. 7

http://www.soconcerti.it/main.htm

Tarte aux quetsches (Susine)

Fattevi piacere e prolungate la dolcezza dell'estate con questa ricetta di "tarte" con le Susine.


Ingredienti:
pasta frolla o brisée
500 g susine
100 g di zucchero a velo
100 g burro salato a temperature ambiente
100 g mandorle in polvere
1 uovo
zucchero vanigliato

Preparazione:
Preriscaldare il forno a 180 C°. Disporre la pasta in una tortiera di 28 cm e mettere in frigo per 10 minuti.
In una ciotola, mescolare con un cucchiaio di legno lo zucchero a velo, il burro a pezzetti, la polvere di mandorle e l’uovo intero.
Mettere l’impasto ottenuto sul fondo di pasta e disporre le susine, parte tagliata verso l’alto, poi spolverare di zucchero vanigliato.
Cuocere per 30/40 minuti:
Questa “tarte” si può fare anche con le prugne Regina Claudia.

lunedì 5 ottobre 2009

TOPIARIA e FIORI una domenica d'autunno

Ho scattato queste due foto in un giardono del cremasco, complimenti all'artista.


L'Arte topiaria consiste nel potare alberi e arbusti al fine di dare loro una forma geometrica, diversa da quella naturalmente assunta dalla pianta, per scopi ornamentali. Si formano così siepi formali, oppure partendo da esemplari singoli o piccoli gruppi, soggetti con varie forme, astratte oppure di animali, oggetti, persone.

Questa arte è nata all'epoca dell'Antica Roma. Le piante vengono fatte crescere a volte con appositi supporti metallici per guidarle verso la forma definitiva. Piante potate secondo questi criteri richiedono un'elevata manutenzione dovuta ai numerosi interventi sui nuovi rami, per mantenere la forma scelta.
L'Arte topiaria è impiegata nella formazione dei parterres tipici dei giardini costruiti fra il sedicesimo e il diciottesimo secolo, dove basse siepi di bosso disegnano in modo più o meno complesso settori riempiti da piante fiorite, a formare una sorta di arazzo vegetale apprezzabile soprattutto se visibile da un luogo sopraelevato. Negli antichi giardini, dove gli unici colori erano le sfumature di verde delle diverse piante e il colore della ghiaia dei giardini, era necessario dare alle piante delle forme artistiche, per concentrare la bellezza del giardino in quegli elementi dominanti.

Al giorno d'oggi l'arte topiaria è utilizzata solitamente su singole piante, come elemento caratterizzante del giardino, oppure simmetrica su molte piante se si vuole creare un effetto maestoso: in questo caso è consigliato se le piante sono in vaso, per evitare che il giardino diventi troppo "pesante".

Per dare un po di colore qualche scatto di roselline e di una stupenda mela!!





giovedì 1 ottobre 2009

Roberto SAVIANO - La bellezza e l'inferno


«Il titolo di questo libro vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall’altro esiste la loro negazione: l’inferno che sembra continuamente prevalere. Ad Albert Camus appartiene una piccola frase apparentemente senza peso. Per me, invece, ne ha molto perché mi ricorda quanto Giovanni Falcone diceva a proposito della mafia e del suo essere un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani delimitato da un inizio e da una fine. Ecco allora quel che scrisse Camus: “L’inferno ha un tempo solo, la vita un giorno ricomincia”». [Roberto Saviano]

La bellezza e l'inferno è una raccolta scelta di scritti e articoli di Roberto Saviano apparsi in questi anni sui media italiani e internazionali e che, per la prima volta riuniti in un unico volume, diventano testimonianza del suo percorso letterario e di vita.

La bellezza e l'inferno ripercorre i primi passi dell'autore nell'ambito della letteratura e della militanza antimafia, a partire dai suoi primi contributi giornalistici su riviste e siti internet, fino alla sua attiva partecipazione alla vita nazionale come il terremoto in Abruzzo e ai vari riconoscimenti internazionali come l'invito all'Accademia dei Nobel di Stoccolma.

Roberto Saviano ci restituisce con le sue parole una serie di ritratti di luoghi, guerre e uomini che testimoniano di un presente terribile e feroce che pochi hanno avuto il coraggio di guardare in faccia: dal campione di calcio Lionel Messi ai pugili di Marcianise, da Anna Politkovskaja a Miriam Makeba e Enzo Biagi.

DARIO FO - Sant'Ambrogio e l'invenzione di Milano

Debutta al Piccolo (dal 6 al 11 Ottobre) in prima mondiale assoluta il nuovo spettacolo con cui Dario Fo e Franca Rame raccontano la storia del Vescovo di Milano.
Trascorsa l’estate ad adattare per la scena il soggetto a cui ha dedicato il suo ultimo libro, Dario Fo è giunto alla naturale conclusione di dividere la scena con la compagna di una vita, Franca Rame, che insieme a lui nell’ultimo mezzo secolo ha vissuto la città da protagonista non solo della sua vita culturale ma anche di battaglie civili e impegno politico. Nello svolgersi del lavoro drammaturgico, quelli che erano due grandi monologhi (Ambrosius e All’improvvisa) sono quindi confluiti in un unico testo a due voci, che ha preso corpo in Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano.
La biografia della coppia si sovrappone alla storia della loro città dal dopoguerra ad oggi, nel segno del coraggio e dell’indipendenza intellettuale di cui Ambrogio è stato esempio tanti secoli prima.

Dario Fo e Franca Rame si presentano al pubblico del Piccolo Teatro con uno spettacolo in prima assoluta su Ambrogio, patrono di Milano a cui diede massimo lustro e davanti al quale s’inchinarono imperatori, papi e vescovi, e oggi si trova ad essere quasi uno sconosciuto nella sua città…
Così si dipana sulla scena il viaggio avventuroso alla scoperta della vita di Ambrogio e, contemporaneamente, delle radici di Milano. Il racconto è accompagnato da grandi proiezioni di disegni e pitture, con la regia multimediale di Felice Cappa, che fanno rivivere i protagonisti delle vicende e mostreranno una Milano poco nota, con piazze e architetture degne di una città che è stata capitale dell’impero romano.
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MODIGLIANI alla fondazione Luciana Matalon

A Milano, dal 30 settembre al 20 novembre 2009, il Museo Fondazione Luciana Matalon (Foro Buonaparte 67) ospita una mostra dedicata ad Amedeo Modigliani, che approfondisce la conoscenza di uno degli artisti più importanti e originali del Novecento. L’ iniziativa, dal titolo “Modigliani, una storia segreta” , curata da Massimo Riposati e organizzata in collaborazione con il Modigliani Institut Archives Legales Paris-Rome, presieduto da Christian Parisot, ruota attorno a un’ opera che viene presentata per la prima volta nel capoluogo lombardo.


UNA PRIMA ASSOLUTA

Si tratta del dipinto a olio Jeune femme à la guimpe blanche che ritrae Simone Thiroux, giovane donna medico che, nell’ inverno del 1916, ebbe una fugace relazione con l’ artista livornese e da cui nacque un figlio, Gérald, mai riconosciuto dal padre. Di questo episodio della vita di Modì non si ha quasi traccia nella sua biografia. Per Simone e Gérald non ci fu spazio nella sua complicata esistenza; in quegli anni l’ artista, infatti, incontrò la donna più importante della sua vita, Jeanne Hebuterne, da cui avrà, nel 1918, la figlia Jeanne.

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